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  • Le Rallye Monte-Carlo
    gennaio 2019
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    marzo 2019
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    luglio 2019
  • Gala de la Croix Rouge Monégasque
    luglio 2019

Le Rallye Monte-Carlo

Il Rally automobilistico di Monte-Carlo è una manifestazione sportiva rallystica  organizzato dall’Automobile Club di Monaco  con partenza e arrivo nel Principato di Monaco, anche se gran parte del percorso si snoda più a nord, e precisamente nei dipartimenti francesi delle Alpi Marittime, dell’Ardèche, della Drôme, delle Hautes-Alpes  e delle Alpes-de-Haute-Provence, secondo le annate.

Questa prova si svolge sempre a gennaio, in pieno inverno.

Alcuni cenni di storia...

Tra il 25 novembre e il 5 dicembre del 1906 viene organizzata una prova di regolarità per i nuovi modelli presentati al salone di Parigi lungo il percorso Parigi-Monte-Carlo, andata e ritorno.

Al momento della sua creazione nel 1911, ad opera dei monegaschi Gabriel Vialon e Anthony Noghès, il rally automobilistico di Monte-Carlo non è ancora una gara sportiva a pieno titolo, quanto piuttosto un modo per  attirare a Monaco  il jet set europeo, in risposta ai numerosi eventi organizzati dal dinamico Automobile Club di Nizza e della Costa Azzurra, data la rivalità esistente tra le due località balneari. Così, negli anni trenta, la prova monegasca si  contende il prestigio e la fama con il Critérium Parigi-Nizza e il Rally Parigi-Antibes-Juan-les-Pins.

Altra particolarità che per molto tempo ha contraddistinto il rally di Monte-Carlo era il percorso di concentrazione, con le città di partenza disseminate ai quattro angoli d’Europa. Gli equipaggi si ritrovavano in un unico punto da cui raggiungere Monaco, seguendo un percorso comune. Questa  particolarità ha contribuito ad accrescere la fama di questa prova fino alla metà degli anni novanta e ne ha connotato lo svolgimento.

Con le evoluzioni sulle autovetture e il miglioramento della rete stradale europea, l'ACM tenta di dare un’impronta più sportiva alla sua prova per complicare il compito dei partecipanti e far sì che il rally sia tutto, fuorché una passeggiata salutare. Così, Il regolamento cambia continuamente con il passare degli anni. Viene introdotta una prova di manovrabilità, poi una prova costituita da alcuni giri lungo il percorso del circuito monegasco di Formula 1 determinante per “sgranare la classifica”. Ma ben presto fa la sua comparsa una prova che renderà celebre questo rally: il circuito di montagna che si snoda nell’entroterra di Nizza. Il Monte-Carlo non ha ancora assunto quell’impostazione sportiva che lo caratterizza oggi :  infatti le prove che servivano a  fare selezione tra gli equipaggi si basano ancora sulla regolarità e non sulla velocità pura.

Dal 1953 al 1956 e poi dal 1958 al 1960, il rally di Monte-Carlo è valido per il Campionato europeo Gran Turismo, poi dal 1961 al 1967 e dal 1970 al 1972 diventa un evento del Campionato europeo di rally e del Campionato del mondo rally (WRC) fin dalla sua creazione nel 1973.
Dai primi anni ottanta  fanno la loro comparsa le cosiddette prove «speciali». Il concetto di regolarità permane, ma nelle prove speciali conta solo la velocità pura. Per non sfavorire le vetture meno potenti, la classifica generale si basa su un metodo di calcolo chiamato «indice», per cui una vettura di potenza minore talvolta può battere un veicolo di potenza ampiamente superiore.  Nel 1961, ad esempio, René Trautmann e Jean-Claude Ogier su Citroën ID19 ottengono il miglior tempo cumulativo, ma chiudono soltanto al diciannovesimo posto, molto indietro rispetto a una modesta Panhard.
A metà degli anni sessanta, entra in vigore la classifica «scratch». L'indice ha fatto il suo tempo, e adesso vince  l’equipaggio che ottiene il miglior tempo nelle prove speciali, essendo quello con meno penalità. Questo cambiamento segna la comparsa dei piloti «industriali»: è finito il tempo dei «gentlemen drivers».

All’inizio degli anni settanta, il rally si svolge secondo una formula che durerà quasi 25 anni:
                1. Il percorso di concentrazione, che porta i concorrenti verso la città di partenza
                2. Il percorso valido ai fini della classifica
                3. Il percorso comune
                4. Il percorso finale, che in passato si chiamava «circuito di montagna». A quell’epoca, le prove speciali attraversano la Savoia, l'Isère, l'Ardèche, la Drôme, le Hautes-Alpes e gran parte dell’entroterra montano di Nizza.

Nella metà degli anni novanta la Fédération internationale de l'automobile (FIA) rivede integralmente le regole dei rally automobilistici. Il rally in effetti è sempre stato uno sport popolare che attira molti spettatori lungo le strade. Dopo aver vietato i gruppi B alla fine del 1986, l’organismo internazionale attribuisce crescente rilevanza alle questioni riguardanti la sicurezza degli equipaggi e degli spettatori. Di conseguenza il rally di Monte-Carlo subisce profonde modifiche:
                • il percorso di contrazione scompare;
                • non essendo più una prova in linea, le tappe con parco di raggruppamento nelle città sedi di tappa scompare;
                • i punti assistenza sono riuniti in un unico luogo con controllo orario in entrata e in uscita  (onde evitare che i concorrenti percorrano troppo velocemente i settori di collegamento per recuperare il tempo perso in assistenza);
                • per limitare gli spostamenti degli spettatori tra le prove speciali, gli organizzatori concentrano il più possibile il percorso.

Dal 2009 al 2011, il rally di Monte-Carlo è prova del campionato IRC e gli organizzatori decidono di sfruttare il regolamento meno vincolante per «estendere» nuovamente il percorso. Valence torna a essere la città di partenza, con un tracciato ad anello in Ardèche, poi il rally ritrova il Vercors, per concludersi dopo due passaggi in notturna sulla vetta del colle del Turini.
Nel 2012, il Monte-Carlo torna a essere una prova valida per il campionato del mondo.

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